Atc replica al sindacalista Uil Roberto Fimiano

“Tavoli infruttuosi. Il Comune saldi 1,5mln di euro che ci deve”

trecate -

ATC replica alle dichiarazioni “inesatte e strumentali” del sindacalista della UIL Roberto Fimiano che nei giorni scorsi ha inviato una lettera ai giornali in cui muove una serie di accuse all’Agenzia Territoriale per la Casa che necessitano precisazioni puntuali.

“Per prima cosa occorre precisare – spiega il presidente ATC, Giuseppe Genoni - che nessuna palazzina abitata di competenza ATC Piemonte Nord è a rischio crollo, come sostiene Fimiano, che non dimentica di allegare foto di un condominio di via Spreafico con l’intonaco scrostato in cui a giorni sarà avviato un cantiere, come peraltro annunciato come ‘buona notizia’ da tutti i giornali locali nelle scorse settimane”.

In seconda battuta, Fimiano continua a definire illegittima l’applicazione dell’IVA al 10% sui canoni di locazione, “scelta che illegittima non è – precisa Genoni, elencandone i vantaggi - Nei mesi scorsi è stato ampiamente dibattuto e dimostrato che gli inquilini pagano sostanzialmente le stesse cifre di prima, in virtù dell’abbassamento dell’IVA sui consumi che in questo modo è scesa dal 22 al 10%. Come annunciato – inoltre - l’importo dell’IVA sui canoni che ATC può recuperare contabilmente è destinato alle manutenzioni: in sede di dichiarazione 2017 l’IVA detratta è di 872.000, più del doppio dell’anno precedente, importo destinato a crescere nel tempo visto che l’IVA viene applicata man mano che i contratti vengono rinnovati. Spiace che Fimiano non lo capisca e alzi una nuvola di fumo pur di non far comprendere un risultato più che soddisfacente”.

Terzo punto affrontato dal sindacalista, i costi della nuova sede di viale Verdi che sarà inaugurata a gennaio: “Premettendo che la sede attuale di via Boschi è in vendita e che è inadeguata sia per il personale sia per offrire spazi adeguati agli inquilini (che necessitano di privacy e riservatezza) – replica Genoni - del 1.200.000 euro citato da Fimiano circa 500mila euro sono da scomputare tra contributo dell’Asl per la ristrutturazione di un suo edificio, IVA e strumentazioni informatiche. Gli investimenti per i nuovi uffici sono quindi molto minori di quanto sostenuto e di gran lunga inferiori a quanto previsto per l’adeguamento della vecchia sede”.

Infine la questione più spinosa, quella dei tavoli per i piani di rientro con il Comune: “Dopo molti mesi si è visto che i risultati sono sconfortanti – commenta il presidente ATC – buona parte dei morosi pur sottoscrivendo i piani di rientro dopo poco non li onora o, li rispetta ma non paga più l’affitto corrente (stiamo parlando di morosità strutturate, anche di oltre 10mila euro a fronte di rate di rientro personalizzate persino inferiori a 100 euro)”. “A inizio settembre, dopo molti mesi di lavoro, insieme al Comune di Novara e alla presenza dell’assessore regionale Augusto Ferrari, si è concordemente assunto l’impegno di terminare il lavoro dei tavoli valutativi entro marzo 2019 (mancavano ancora 361 assegnatari da convocare),tavoli ai quali ATC si era impegnata a partecipare con personale proprio e per quanto di competenza, vedendosi per contro riconosciuto entro il mese di ottobre 2018 il pagamento delle somme richieste a titolo di solidarietà Comunale pari a 1.540.898,81 euro, somma che per altro avrebbe consentito all’Agenzia di sostenere anche i costi relativi l’attività suddetta”. La quota dovuta dal Comune al momento non è arrivata “nonostante ATC abbia continuato a partecipare ai tavoli nei mesi di settembre e ottobre – prosegue Genoni - Di recente l’Agenzia è stata costretta a ridurre la partecipazione ai tavoli non avendo in alcun modo avuto riscontro dell’impegno assunto da parte del Comune che ancora a tutt’oggi non ha neppure parzialmente onorato l’impegno economico, nonostante i ripetuti solleciti”. ATC ha comunque garantito il massimo supporto provvedendo comunque a produrre per tempo tutta la documentazione e assistenza richiesta per l’attività dei tavoli che comunque hanno potuto procedere secondo programmi comunali.

“Nella certezza di aver chiarito a Fimiano tutti i dubbi, anche in merito ai tavoli a cui lui e il suo sindacato non hanno quasi mai partecipato – conclude Genoni - colgo l’occasione per portare all’opinione pubblica la ben più importante questione relativa alle somme dovute dal Comune di Novara e al continuo rimando, anno dopo anno, del pronunciamento delle decadenze, che nei fatti impedisce a chi avrebbe diritto a una casa popolare di poterla avere, a tutto vantaggio di chi non paga pur potendolo fare”.

 

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