Avviata in Consiglio Regionale la discussione per una maggiore autonomia del Piemonte

Una sintesi dell'intervento del vicepresidente Reschigna

torino -

Il Consiglio regionale ha avviato il 31 ottobre la discussione sulla delibera 343 che contiene i temi da portare al confronto con il governo per la definizione di nuovi spazi di autonomia regionale, sulla base dell’articolo 116 della Costituzione. Sono otto le aree tematiche si cui si chiede maggiore autonomia: Governo del territorio, beni paesaggistici e culturali; Protezione civile e infrastrutture; Tutela e sicurezza del lavoro, istruzione tecnica e professionale, istruzione e formazione professionale e  istruzione universitaria; Politiche sanitarie; Coordinamento della finanza pubblica e governance istituzionale; Ambiente; Fondi sanitari  integrativi; Rapporti internazionali e con l’Unione Europea. 

Per noi la richiesta di maggior autonomia non è uno stare alla moda dei tempi, ma è la consapevolezza forte e profonda che c’è bisogno di un nuovo equilibrio tra le Regioni e lo Stato, da realizzare partendo, per il Piemonte, dal proprio contesto  economico, sociale e demografico, per individuare quali sono i fattori di sviluppo”, ha spiegato il vicepresidente Aldo Reschigna introducendo la discussione. ”Questo abbiamo fatto per definire le aree tematiche, su cui costruire una nuova autonomia per rilanciare La nostra regione”.

Alcune delle funzioni che noi rivendichiamo come maggiori competenze all’interno di questa proposta di deliberazione (potrei esemplificarle sul tema delle infrastrutture o sul tema della logistica),non le rivendichiamo come competenza esclusiva e singola di ogni Regione, ma in una dimensione e con lo strumento dell’intesa tra le Regioni”. 

 “Non ci sono, oggi, confini amministrativi in grado di contenere l’insieme delle relazioni e le relazioni riguardano l’infrastrutturazione, la vita economica, la vita formativa. Il compito di chi governa queste realtà importanti all’interno del nostro Paese è anche quello di dotarsi di strumenti capaci di governare questi processi e queste trasformazioni”.

Il Piemonte sta invecchiando progressivamente: Siamo, dopo Liguria e Trentino-Alto Adige, la terza regione per indice di vecchiaia più alto. Questo pone un problema - da un lato - di scarsa attrazione, perché una regione vecchia è una regione che rischia di non avere una spinta dinamica sul futuro, e - dall’altro - apre un problema enorme, che sempre di più dovrà essere affrontato in termini anche preventivi, con nuovi strumenti di protezione sociale. Anche di questo ci occupiamo nella delibera”.

"Intendiamo giocare il confronto sull’autonomia del Piemonte sul piano della qualità delle rivendicazioni di competenza e di maggiori funzioni, piuttosto che sul piano della quantità. Ad esempio, una delle componenti forti della nostra regione è lo sviluppo turistico e il sistema dei beni culturali, che rappresenta un elemento di grande attrazione. Da questa considerazione oggettiva nasce la nostra richiesta di maggior autonomia nel settore per garantire strumenti in grado di poter governare, guidare e indirizzare il proprio futuro. Lo stesso vale per le richieste sui temi dell’istruzione e della formazione, sempre più strumenti essenziali per poter governare il futuro”.

Infine, uno dei fari che ci ha guidato è la semplificazione. Per noi significa riunificazione di competenze. Oggi, in materia ambientale, abbiamo come Regione un pezzo consistente di competenze;  un pezzo meno consistente, ma altrettanto importante è a livello ministeriale e, a volte di grande inciampo: la duplicazione di intervento e di ruolo fa perdere tempo. Non garantisce il risultato finale, ma allunga terribilmente l’iter procedurale degli atti e dei procedimenti che qualunque soggetto deve poter esplicitare. Lo stesso vale per i vincoli di spesa, ad esempio in sanità, un tema sentito da tutte le Regioni”.

 

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