Banda Ultralarga, Uncem ”Molti rallentamenti degli ultimi mesi imputabili anche a sistema autorizzativo troppo lento”

roma -

Uncem prosegue il monitoraggio dell'attuazione del Piano nazionale per la banda ultralarga (BUL). L'infrastruttura che è in corso di realizzazione - grazie a oltre 3 miliardi di investimenti dello Stato dedicati alle aree "bianche" dunque montane e interne del Paese - è a nostro giudizio fondamentale per ridurre il digital divide e consentire opportuni processi di sviluppo sociale ed economico dei territori.

I lavori proseguono (anche se la neve dei prossimi giorni e prossime settimane rallenterà gli interventi in diverse aree montane del Paese) e Uncem sta facendo le azioni istituzionali presso Mise, Infratel e gli operatori delle telecomunicazioni per l'attivazione della rete realizzata, oltre che per la piena attuazione dell'agenda digitale che dovrà portare nuovi servizi a PA, Enti locali, imprese, cittadini.

Sul sito internet  http://bandaultralarga.italia.it/  vi è un costante aggiornamento dei lavori e delle progettazioni nei Comuni italiani. La nuova rete viene realizzata sia con cavi in fibra ottica, sia (solo in alcuni Comuni) con strumenti wireless (sistema FWA).

Molti Comuni sono già stati contattati da Open Fiber, società che ha vinto l'appalto di Infratel (Ministero dello Sviluppo economico) per la progettazione definitiva e per l'avvio dei lavori.  Come previsto dal Contratto di concessione, il concessionario (Open Fiber) a valle dell'approvazione del progetto definitivo da parte di Infratel deve avviare l'attività di ottenimento delle autorizzazioni necessarie da allegare al progetto esecutivo dell'opera.

Sulla fase autorizzativa, registriamo ancora, purtroppo, in molte Regioni delle forti difficoltà sia da parte dei Comuni, sia da parte delle Province. Anche le Soprintendenze stanno rallentando in molte situazioni gli iter prima della concreta apertura dei cantieri. Uncem ha scritto a inizio gennaio a RFI e Anas chiedendo di agevolare i percorsi, tagliando i tempi per quanto concerne le loro pratiche burocratiche.

Uncem conferma che è a completa disposizione dei Comuni per chiarimenti e anche incontri territoriali di approfondimento.
Si suggerisce ai Comuni che non siano già in stretto contatto con le Regioni per l'attuazione del Piano BUL, di avviare un rapido contatto con gli uffici regionali competenti. 


Il rilascio nei tempi rapidi delle autorizzazioni e il coordinamento stesso delle Regioni verso gli Enti locali, Comuni e Province, è decisivo. Molti rallentamenti del Piano, negli ultimi mesi, sono imputabili anche a un sistema autorizzativo troppo lento. Uncem, credendo fortemente nel Piano BUL, evidenzia la necessità di limitare i tempi burocratici interni agli Enti locali. Le risorse che lo Stato e le Regioni hanno impegnato devono essere spese e rendicontate entro il 2020. Ci sono meno di due anni per concretizzare il Piano BUL, a nostro giudizio tra i più grandi piani infrastrutturali italiani degli ultimi due decenni, unico in Europa per colmare il divario digitale tra zone urbane e aree rurali, montane, interne.

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