Foibe, "Il sentiero del padre": in tanti allo spettacolo di Giandrini

novara -

Numerose persone nella serata di martedì 5 febbraio, nel Salone dell’Arengo del Broletto, hanno assistito allo spettacolo teatrale “Il sentiero del padre - viaggio tra i segreti delle foibe carsiche”, pièce interpretata dall’attore Davide Giandrini. L'evento è stato organizzato dalla Provincia di Novara con la collaborazione dell’InformaGiovani del Comune e del Museo Storico Novarese “Aldo Rossini”.
Un pubblico rapito e affascinato dal racconto della storia di Francesco, bimbo di 10 anni nato a Pola, di sua madre Maria, appassionata di politica, di suo padre Gianni, ciabattino. Quando tra il 1945 il 1947 Pola è occupata dagli slavi che rapinano, violentano e infoibano gli italiani, lasciati soli perché lo stato non interviene, molti decidono di scappare. Maria decide di restare e segnare così il suo destino. Il padre sceglie di salvare suo figlio. Gianni e il piccolo Francesco fuggono nella notte. Con sé non hanno nulla. Sette giorni di cammino nel sentiero del bosco per diventare esuli in patria.

«Tenevo in maniera particolare  - commenta Ivan De Grandis, consigliere provinciale delegato alla Cultura -  a dare finalmente la giusta attenzione a questa pagina della storia italiana: per sessant'anni delle foibe non si è parlato, sui libri di storia non si trovava nulla. Forse non si poteva raccontare - o forse non conveniva a qualcuno raccontare - che i partigiani comunisti titini avessero torturato, trucidato e gettato nelle foibe migliaia persone che avevano la sola colpa di essere italiani. Una vera e propria pulizia etnica. Così si è preferito non parlarne, dimenticare per decenni. fino a quando con la legge n. 92 del 30 marzo 2004 è stato istituito il “Giorno del Ricordo”, che ha finalmente reso omaggio agli oltre 20.000 italiani infoibati e a 350.000 esuli istriani, fiumani e dalmati che abbandonarono le proprie case e la propria terra per salvarsi.»


Nel suo intervento De Grandis, che ha organizzato e presentato la serata, ha ricordato che «sono tante storie che si potrebbero raccontare. Quella di Norma Cossetto, narrata dal film “Red Land - Rosso Istria” è significativa - e per noi un po’ di più visto che la sorella ha vissuto a Ghemme - una ragazza di 24 anni, legata ad un tavolo e seviziata per tutta la notte da 17 partigiani comunisti titini che poi la pugnalarono al seno e la gettarono nella foiba - e conclude - finalmente oggi è stato abbattuto il muro del silenzio e si può parlare e approfondire un dramma che ha toccato anche la nostra città. Tanti sono infatti gli esuli che qui a Novara hanno trovato rifugio.» 

A portare i saluti del Comune di Novara l’Assessore Emilio Iodice, mentre Giorgio De Cerce ha rappresentato l’Associazione Nazionale Venezia Giulia Dalmazia.

Il Consigliere provinciale Andrea Crivelli ha da parte sua ha ricordato il «buon risultato dello spettacolo andato in scena la mattina per gli studenti delle scuole superiori che hanno dimostrato grande attenzione e interesse. Una bella occasione per tanti ragazzi di capire più a fondo un periodo particolare del nostro dopoguerra».

 

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